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Gabriele Rambelli per sette ore appeso sul traliccio di Radio RCB

Gabriele, 43 anni, lo ha fatto per protestare contro la chiusura dell’emittente Radio RCB – Radio Castel Bolognese, nata nel 1978 nel ravennate. Martedì mattina, intorno alle 9, si è imbracato ed è salito sul traliccio dell’antenna dell’emittente ravennate rimanendo sospeso nel vuoto per sette lunghe ore. Lo ha fatto per protestare contro la vendita dell’emittente a favore di una grande radio emiliana. Nel Natale del 2000 Gabriele entrò nel Guiness dei primati per la più lunga trasmissione radiofonica: parlò ai microfoni della radio per oltre 80 ore. Gabriele non è nuovo, quindi, ad atti che risultano avere un certo impatto mediatico, ma questa volta ne ha avuto tutte le ragioni. Lo ha fatto per difendere la propria emittente radiofonica nell’etere dal 1978, e dove vi lavora da quindici anni, al fine di evitare che venga fagocitata da una emittente interregionale. Radio RCB, se venduta, verrebbe chiusa perché agli acquirenti interessa la sola frequenza. Si andrebbe così a perdere l’ennesima realtà locale. Con essa si perderebbero posti di lavoro e pluralità. Quella pluralità tanto decantata da destra, da sinistra ed in più occasioni anche dal Capo dello Stato.

Una storia, quella di Radio RCB, non molto diversa da quella di Radio Gorizia Uno le cui frequenze sono andate ad aggiungersi a quelle di RDS già presente con altre frequenze sul medesimo bacino.

Non sarà nemmeno l’ultima, purtroppo, almeno fino a quando non verranno ristabiliti i gli equilibri in un settore dove imperano i “conflitti d’interesse”, dove si fanno leggi “ad personam”, o meglio “ad aziendam”, dove si fanno norme retroattive e dove si toglie a “tutti” per penalizzare un solo soggetto.

L’intero settore, radiofonico quanto televisivo, è letteralmente in ginocchio ma allo Stato ciò che interessa è che i monopolisti godano di buona salute.

 

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